Quattro scarpe per il passaggio di stagione: come scegliere quella giusta?

Quattro scarpe per il passaggio di stagione: come scegliere quella giusta?

Nell'articolo precedente abbiamo visto perché a settembre le scarpe di sempre sembrano un'altra cosa: il piede lavora diversamente dopo mesi senza costrizioni, la testa a modo suo fa resistenza e le scarpe stesse, ferme in scarpiera, hanno bisogno di tempo per tornare quelle di prima.

Recuperare le scarpe giuste tra quelle che hai già è il primo passo. Per orientarti tra le opzioni più comuni di questo passaggio di stagione, vale la pena guardare da vicino quattro modelli: la derby, la slingback, il mocassino e la ballerina.

Derby, slingback, mocassino e ballerina VG: i quattro modelli del passaggio di stagione

La derby

Il primo modello è quello che, tecnicamente, risolve più problemi di tutti. Il che non significa che sia risolutiva per tutte: c'è un motivo, ed è più sottile di quanto sembri.

La derby è una stringata di taglio maschile. Si riconosce dall'allacciatura aperta, con le due file di occhielli che restano distanti e lasciano intravedere la linguetta. È bassa ma non rasoterra, pratica come una sneaker senza esserlo: perfetta in un passaggio di stagione in cui serve essere in ordine e comode nello stesso momento.

I lacci sono la parte più importante del modello. Regolandosi, permettono una buona calzata sia a chi ha la pianta larga o il collo del piede alto, sia a chi ha un piede asciutto e la pianta stretta. È anche uno dei modelli più reinterpretati degli ultimi anni: di forme ne esistono moltissime e una adatta al tuo piede la trovi di sicuro. Quale, però, resta una valutazione da fare caso per caso: comodità, stagione e caratteristiche tecniche sono condizioni necessarie, ma da sole non bastano. La derby ti semplifica la vita solo se la scelta è quella giusta per il tuo piede e per come vuoi presentarti.

Derby VG in pelle, dettaglio dell'allacciatura aperta

La slingback

Le scarpe che indossi devono anche somigliarti, e la slingback è un modello perfetto per comprendere cosa significhi adattarsi alla personalità e non solo alle caratteristiche del piede.

Chiusa in punta e aperta dietro, dove un cinturino la ancora al piede, è la soluzione ideale in una fase di passaggio: il piede può ricominciare ad abituarsi alla scarpa chiusa, restando comunque arieggiato sul retro. Utile soprattutto in questi giorni, in cui il piede tende a essere più irregolare, e non è lo stesso di mattina e di sera.

Il cinturino è il dettaglio da guardare con più attenzione. Va sempre verificato che sia regolabile con fibbia: l'elastico dietro al tallone sembra pratico, ma il rischio che risulti troppo stretto o troppo largo è alto, e in una zona così sollecitata si usura in fretta.

Sulla forma della punta valgono due tipi di osservazioni, da tenere insieme. Quelle tecniche, legate a quanta capienza serve in base alle dita, al metatarso, alla pianta. E quelle stilistiche, perché una punta tonda, una sfilata e una quadrata non comunicano la stessa cosa. La punta sfilata è più elegante e allunga la gamba, quella tonda è più rilassata e accorcia otticamente il piede. Lo stesso vale per il tacco: uno basso è chic e facile da portare, uno alto è più deciso e sensuale. Stessa scarpa, quattro racconti diversi: sta a te scegliere quale ti appartiene.

Slingback VG: la scarpa in mano e il gesto di chiusura del cinturino con fibbia

Il mocassino

Tra i modelli più trasversali, il mocassino attraversa le stagioni senza cambiare identità. Copre il piede, ma può risultare più o meno leggero in base ai materiali e alla struttura della suola. In autunno la scelta ricade sullo scamosciato, morbido e fresco: la scarpa giusta per le giornate che cambiano temperatura, fresche la mattina e più calde nel pomeriggio.

C'è una differenza importante rispetto alla derby, ed è il motivo per cui il mocassino va scelto con più attenzione: non si regola. Senza lacci né cinturini, la calzata dipende interamente dalla forma, per questo la forma giusta per il proprio piede conta più che con altri modelli. I punti da guardare sono tre: la punta, la capienza al metatarso, la mascherina sul collo del piede. Resta comunque un modello piuttosto aderente, quindi se hai il collo del piede alto potrebbe non essere la scelta giusta per te.

Sullo stile, il mocassino è più versatile di quanto sembri: regge il look da ufficio e quello più informale. E siccome strizza l'occhio al guardaroba maschile, a contrasto con capi molto femminili può diventare estremamente sensuale.

Mocassino VG, profilo con mascherina sul collo del piede

La ballerina

L'ultimo modello è quello che tutte pensano di conoscere, ed è anche una delle scarpe più fraintese che esistano. Sembra la scelta comoda per definizione, e invece richiede attenzione più delle altre.

Il primo problema è la suola. Molte ballerine sono praticamente rasoterra, senza appoggio per l'arco plantare: meglio cercarle in cuoio con inserti in gomma e un sottopiede imbottito. Il secondo punto è il tallone, spesso troppo aderente: crea vesciche se l'altezza non è quella giusta, e un bordo elasticizzato può aiutare. Il terzo è la punta, che deve avere capienza all'altezza del metatarso.

Ogni forma di punta produce anche un effetto ottico diverso. La squadrata è comoda e capiente, e accorcia il piede. La sfilata allunga le linee della gamba. La tonda è la più pratica, perché la più capiente. Ma qui le cose si complicano: un piede che ha bisogno di spazio in punta può appartenere a una persona che, in termini di stile ed identità, in una punta tonda non si riconosce affatto. Dirle di accontentarsi è la risposta facile. Trovare la punta affusolata costruita in modo che il suo piede ci stia bene è un'altra cosa, e richiede di guardare il piede e i modelli insieme, non uno alla volta.

Tonda, quadrata o sfilata non sono solo tre livelli di comfort diversi: sono tre modi diversi di raccontarti. E la stessa ballerina è elegante o casual a seconda di come la porti. La scarpa giusta, in fondo, non è mai la stessa per tutte.

Ballerina VG indossata, dettaglio di suola e tallone

Quello che resta da fare

Queste quattro proposte aiutano a orientarsi tra le opzioni più comuni del passaggio di stagione. Naturalmente i modelli che si possono indossare sono molti di più.

Ma la domanda che conta davvero, ovvero quale scarpa funziona per il tuo piede specifico e per come vuoi presentarti, resta una valutazione caso per caso. È il lavoro che faccio da anni con le mie clienti, ed è il motivo per cui ho ripreso in mano l'intero archivio delle consulenze fatte finora: per offrire, a chi lo desidera, uno sguardo dedicato invece di un consiglio generico. Se vuoi provarlo, qui trovi la consulenza individuale Impronta.