C'è un momento, ogni anno, in cui si torna alle scarpe chiuse e qualcosa stona. Il paio che l'inverno scorso portavi tutto il giorno oggi sembra un'altra cosa. Non è un'impressione ed è raramente una questione di taglia. Le ragioni sono almeno tre, e riguardano il piede, la testa e le scarpe stesse.

Il piede lavora diversamente in estate
D'estate, senza la costrizione della scarpa chiusa, il piede si comporta in modo diverso: le dita si allargano, il passo cambia, il peso si distribuisce in modo più naturale. È anche per questo che il rientro in una scarpa chiusa si sente di più. Non è detto che il piede sia cambiato in senso stretto: è che per mesi ha lavorato libero e adesso deve rientrare dentro una forma.
Ci sono poi cambiamenti più profondi, diversi da quello che succede ogni settembre, più strutturali, più duraturi. Il piede può modificarsi con una gravidanza, o per altre ragioni che riguardano la storia di ciascuno. Sono casistiche che meriterebbero un approfondimento a parte, perché capita a tante persone, e per ragioni diverse tra loro. Quello che vale sempre, però, è che a settembre il piede chiede attenzione.
Tre gesti per il piede prima di tornare alla scarpa chiusa
Prima ancora di occuparti delle scarpe, occorre prendersi cura del piede. Tre gesti semplici, nell'ordine giusto, aiutano ad arrivare a settembre pronta.
Esfoliare. La sera, uno scrub massaggiando bene il piede, per rimuovere la pelle morta accumulata in questi mesi.
Idratare. Non con una crema qualsiasi: sulla pianta del piede non ci sono ghiandole sebacee, quindi non ha la protezione naturale che ha il resto del corpo. Cerca l'urea nell'elenco degli ingredienti, dal 10% in su.
Pedicure. Se vuoi fare le cose per bene, una pedicure professionale è uno degli investimenti che ripagano di più.

Anche la testa fa resistenza
La fatica di richiudersi in una scarpa non è solo fisica. Settembre non si vive allo stesso modo per tutte. C'è chi lo sente come una costrizione, la fine della leggerezza, il ritorno a un orario e a una routine che gli va stretta. E chi invece lo vive come un capodanno: una pagina bianca, la voglia di ricominciare, di muoversi.
Il piede si ribella in entrambi i casi, anche se per motivi opposti. Se non hai voglia di richiuderti, la scarpa pesa. Se invece hai voglia di slancio, la scarpa frena. È uno dei motivi per cui a settembre si finisce quasi tutte in sneaker: chi per rinuncia, chi per bisogno di correre. E poi c'è una seconda ragione, più pratica: spesso non è chiaro qual è la scarpa giusta per questo momento di passaggio.
Le scarpe stesse hanno bisogno di tempo
Il terzo motivo riguarda le scarpe ferme nella scarpiera da mesi.
Nella lavorazione della pelle c'è un passaggio poco raccontato: la concia comincia con una rimozione. I grassi naturalmente presenti nella pelle vanno tolti, altrimenti l'agente conciante non riesce a penetrare. Ma è proprio quella sostanza a rendere la pelle stabile nel tempo: senza, si deteriorerebbe. Il problema è che senza grassi le fibre, asciugandosi, si incollano tra loro. Per questo si reintroducono degli oli in un passaggio chiamato ingrasso, che decide se una scarpa sarà morbida o rigida.
Quegli oli, però, non restano lì per sempre. Se ne vanno lentamente, con il tempo e con l'aria secca. Le scarpe che l'inverno scorso indossavi tutto il giorno, oggi te le rimetti e ti sembrano un'altra cosa. Non te lo stai immaginando.
C'è anche una seconda ragione, legata a un comportamento che la pelle continua ad avere anche dopo la concia: scambia umidità con l'aria, esattamente come fa la pelle umana. Quando indossi le scarpe, il piede gliene restituisce un po'. Chiuse in una scatola o in un armadio, dove l'aria è secca e ferma, questo non succede.

Tre cose da fare prima di indossarle di nuovo.
Il balsamo. Uno specifico per pelli, non una crema qualsiasi, per reintegrare quegli oli.
La carta. All'interno, mai conservarle nella plastica.
Le prime volte. Indossale solo per poche ore: una scarpa irrigidita dal riposo è più dura e può far male al piede prima di riprendere la sua forma naturale.
Recuperare le scarpe giuste è solo il primo passo
Fatto questo lavoro, resta la domanda vera: quali scarpe rimettere e quali no. È una domanda a cui lavoro da anni ed è il motivo per cui quest'estate sono tornata su ogni singola consulenza che ho fatto. Nel prossimo articolo entriamo nel dettaglio di quattro modelli che tornano spesso in questo passaggio di stagione, e di come riconoscere quello giusto per il proprio piede, non solo per la propria taglia.